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Castello di Monsanto – Il Poggio riserva annata 1977 – Prezzo

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Data: 28/07/2016

Riflessioni dopo una ricerca online

Il titolo di questo post potrebbe benissimo essere una keyword che viene digitata in Google per conoscere disponibilità e prezzo di una bottiglia importante e difficilmente reperibile.

Il Chianti Classico docg di Monsanto, nella sua versione CRU riserva Il Poggio, è un’opera d’arte. Nato dalla volontà di Fabrizio Bianchi questo vino è, oltre che fantastico, uno dei primi casi della ribellione anni Sessanta al disciplinare vecchio stampo dell’antico Chianti (ovvero, Barone Ricasoli). L’annata 1977 rappresenta – assieme ad altre – una bella espressione di tutto il mood di questo Vino, commovente per l’amatore e smargiasso statyus symbol per lo sborone eno fissato. Una bottiglia che ha praticamente 40 anni … fa riflettere e meditare!

Quando costa Il Poggio riserva 1977 se lo cerco online? E soprattutto, mi posso fidare ad acquistarlo a distanza, senza vederlo e senza conoscere le effettive condizioni di conservazione di una bottiglia che risulta senza dubbio impegnativa dal punto di vista del prezzo?

Noi abbiamo provato a fare una ricerca online e a riflettere mettendoci dalla parte dell’eno acquirente.

Pur essendo l’annata piuttosto rara e poco diffusa, subito troviamo ben due store che la mettono in vendita, anche se in luoghi veramente distanti (USA e Hong Kong). Prezzi espressi in dollari attorno al corrispettivo di circa € 195,00-200,00.

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Difficile acquistare così, a considerevole distanza. La slide dà invece modo di collocare il prodotto su una certa fascia di prezzo. Questo risulta importante soprattutto al livello della percezione del valore economico della bottiglia, un  sentiment, un percepito appunto, che è un fondamentale meccanismo psicologico che si instaura nel corso della ricerca online.

Troviamo Il Poggio Riserva 1977 su un e-commerce italiano che negli ultimi anni si è mosso molto bene, sia a livello di comunicazione che di strategia web marketing. Una piattaforma affidabile, seo friendly e curata in ogni dettaglio, tanto da proiettare www.tannico.it tra i primi e-commerce nazionali in materia di vino e di bottiglie vendute. Questa la scheda di presentazione:

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Ben curata, perfetta sotto ogni punto di vista. Grafica molto lineare, prodotto in evidenza e menu dettagliato per icone che facilitano l’osservazione delle principali peculiarità. Struttura responsive e dunque navigabile in piena usabilità anche da mobile; note di degustazione redatte sicuramente da un sommelier o un tecnico, in quanto molto pertinenti e per nulla sbilanciate verso l’emozionale o il sensazionalistico. In questo ambiente virtuale si percepiscono in un unico colpo d’occhio professionalità e serietà dell’azienda che distribuisce, assieme a competenza e passione. Tannico sa cioè cosa vende e, circostanza non banale, sa come proporlo.

La domanda però è una sola. Nonostante questo meccanismo di ricerca-atterraggio (che fino a questo momento sta funzionando piuttosto bene) l’utente acquisterà online su Tannico una bottiglia tanto costosa e ricercata?

Ci sono dei pro e dei contro, ma anche se non sta a noi scrivere la fine della storia purtroppo la resistenza all’acquisto online delle bottiglie di vino più prestigiose – e del vino in generale – è un triste dato di fatto. Parlano i numeri, troppo piccoli in confronto alle potenzialità del bacino di utenza effettivo.

In questo caso facciamo l’avvocato del diavolo e simuliamo i ragionamenti che il possibile acquirente potrebbe mettere in atto prima di procedere all’acquisto. Ci sono infatti alcune resistenze che possono nascere nel momento in cui l’esperienza virtuale non riesce a colmare un gap piuttosto naturale con un’esperienza fisica e dal vivo. Osservando la scheda del prodotto ad esempio notiamo che sulla bottiglia non viene riportata in basso l’annata. Probabilmente l’esemplare fotografato è una bottiglia di un’annata più recente. Questo significa che la 1977 non è un’annata effettivamente presente in magazzino? Oppure più semplicemente che per questioni di ottimizzazione del materiale fotografico viene utilizzata un’unica bottiglia per schede differenti, vista l’identica etichetta che veste Il Poggio da oltre 40 anni? Oltre al primo dubbio subentrano le perplessità sullo stato di conservazione, legittime anche se probabilmente smentite dalla professionalità del venditore. Ovvero: non pago in anticipo € 247,00 euro (più di un sesto di uno stipendio medio italiano) se non sono assolutamente sicuro che quella bottiglia sia perfetta. Come potrò fare le mie rimostranze al venditore se non l’avrò giudicata all’altezza? Nel caso di una visita presso un’enoteca il discorso sarebbe sicuramente diverso e la presenza fisica del venditore sul mio territorio potrebbe garantirmi possibilità di rivalsa più alte rispetto ad un’asettica vendita online. Ultima resistenza, forse la più insidiosa. Quanto costa questo vino? Poco? Tanto? Lasciamo stare per un attimo il percepito dei due store online posti a grande distanza – anche se il prezzo risulta laggiù inspiegabilmente inferiore. Cerchiamo ancora online e ci imbattiamo in diversi ristoranti di grido che esibiscono l’annata 1977 del Poggio in carta, con prezzo correttamente riportato.

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Posso acquistare online a prezzo superiore un qualcosa che mi viene servito a tavola ad esempio a € 240,00? Probabilmente, prescindendo dal libero arbitrio di scelte sempre personali, la risposta è no. E il problema non sono certo i 7 euro di differenza, quanto l’abitudine ad un tipo di ragionamento che spinge e motiva l’acquirente online in virtù di un’occasione, di un risparmio, di una convenienza reale e molto spesso addirittura considerevole.

Queste rfilessioni sono più o meno – semplificando ma non troppo – ricorrenti nella mentalità del consumatore online. Senza nulla togliere a Tannico.it – che risulta sotto tutti i punti di vista un ottimo e autorevole e-commerce – ci sono alcune situazioni che, vista la cifra richiesta, mettono in moto diffidenze piuttosto difficili da superare, specie se le bottiglie sono di èlite. Il segmento delle vendite online sul vino è destinato a crescere ma per il momento, anche per fidelizzare il consumatore più esperto come il neofita, gli sforzi da compiere sono ancora molti e coinvolgono oltre agli operatori anche un necessario cambio di mentalità di tipo culturale.

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