La comunicazione social per l’azienda vitivinicola. Quattro regole su come far funzionare la nostra presenza online

ragaza-con-social
Data: 23/08/2016

Essere presenti sui social? Oggi più che una scelta la nostra comunicazione nella grande piazza virtuale dovrebbe essere definita una necessità; un vero e proprio passo obbligato per le aziende che non dispongono di grandi budget da destinare a fiere e promozione e che comunque decidono di presidiare con una strategia intelligente e non casuale zone ad alto traffico della rete per far conoscere i propri prodotti.

Perché il punto sta esattamente qui: per essere presenti sui social network occorre una pianificazione attenta dei messaggi. Occorre cioè un piano editoriale che passa dall’accettazione di alcune semplici e sensate regole. Proviamo ad elencarne quattro:

  1. Non tutto ciò che condividiamo può risultare interessante
  2. Non possiamo dire la stessa identica cosa su social differenti per impostazione e per linguaggio principale
  3. Non possiamo pubblicare a caso, senza pensare in quale orario sia più produttivo farlo
  4. Non possiamo partecipare alla discussione ed esprimerci su un argomento se non si è a nostra volta in ascolto

Cerchiamo di approfondire sinteticamente queste quattro regole.

Non possiamo affidare alla casualità del momento i nostri messaggi, che dovranno essere ben lontani da una esternazione episodica. Il messaggio social, come ogni messaggio di tipo pubblicitario, è comunque legato ad un risultato, è cioè alla ricerca di ritorni concreti e non può essere improvvisato. Il nostro gatto ispira forse (per alcuni) simpatia, ma non comunica molto se non lo leghiamo ad una storia, magari fotografandolo ora in vigna, ora in cantina, ora accanto alla macchina dell’imbottigliamento e rendendolo così in questo caso strumento di un significato più ampio rispetto alla contingenza pura e semplice.

I social oggi sono differenti per tipologia e per approccio e sono molto numerosi. Basta riflettere sulla semantica che viene utilizzata dagli stessi social per esprimersi. Facebook utilizza un’interazione tra immagini video e parola che è molto simile, per architettura, ad una struttura web; Instagram predilige la foto istantanea, senza dubbio resa potente dai vari filtri ed enfatizzata attraverso tag e hashtag; Twitter necessita di una buona audience e limita il contenuto a messaggi brevi di testo; LinkedIn parla ad una rete di professionisti, presupponendo dunque una formulazione del messaggio di tipo più tecnico, se non specialistico, per addetti ai lavori; Google+ funziona similmente a Facebook eppure ha molto meno seguito, pur risultando importante per i posizionamenti sulla rete naturale di ricerca; Pinterest utilizza un concetto più esteso di immagine, correlata in board e tematizzata anche su ricerche che prevedano l’utilizzo del canale immagini di Google. Insomma, un panorama ampio e distinto, in cui risulta impossibile comunicare sempre allo stesso modo con un semplice copia e incolla.

L’osservazione degli orari di flusso del nostro target – che va ben definito con un identikit il più possibile accurato, cioè tenendo conto di fattori determinanti come l’età, il potere di acquisto e la provenienza geografica – è altrettanto rilevante. A che ora il nostro pubblico è in ascolto? Una lettura dei dati insights dei nostri profili, incrociata con valutazioni sulle statistiche di traffico del nostro sito può dirci molto su cosa avviene in rete all’interno del segmento di pubblico che ci interessa.

Qual è inoltre il sentiment di questo stesso pubblico sugli argomenti principali che riguardano il nostro business? Come si schiera il target ad esempio sulla questione dei vini naturali? Come si schiera sulla questione dei disciplinari sempre più rivisitati con l’inserimento dei vitigni internazionali? Ci sono in questo caso più puristi o più innovatori? Quali sono i trend topics del momento? Quali le polemiche e gli obiettivi della critica? Conoscere tutto questo non significa certo andare poi ad assecondare il pensiero dominante, quanto inserirsi in un vero e proprio dibattito con la consapevolezza degli hashtag più diffusi e dei personaggi più influenti.

Tenuto conto di tutte queste variabili possiamo anche ipotizzare un piano editoriale valido per la nostra comunicazione social. Qui un esempio tratto dal lavoro che settimanalmente svolgiamo per un importante cliente del settore (non utilizziamo in questo caso Twitter per scelta, non ci siamo dimenticati!):

 

FACEBOOK INSTAGRAM GOOGLE+ PINTEREST LINKEDIN
Lun Lavori in vigna Foto grappolo Tecniche lavori in vigna
Mar Foto prodotto e bottiglia + bicchiere: caratteristiche vino
Merc Dalla cantina: immagini e dettagli Dettaglio tecnico Board su potatura verde
Giov Tecniche lavori in vigna Condivisione art. dal blog su un contenuto tecnico
Ven Presentazione vino per il week-end Foto bottiglia + bicchiere Foto sul prodotto
Sab Abbinamento cibo-vino Focus on: prodotto

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